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Quante serie per gruppo muscolare? Il volume spiegato

· Chris · 8 min di lettura · Aggiornato

Quante serie servono al petto ogni settimana? Dieci? Venti? E quattro serie di panca piana contano contemporaneamente come quattro serie per petto, tricipiti e deltoidi anteriori?

La ricerca non offre una tabella con il numero ideale esatto per ogni muscolo. Mostra però una relazione solida: più volume settimanale sensato produce in media più crescita muscolare, con rendimenti marginali decrescenti.

Il compito pratico, quindi, non è centrare un numero magico. Ti serve un punto di partenza ragionevole, per poi osservare come risponde il tuo allenamento.

La versione breve

Per l’ipertrofia puoi ricordare tre punti:

  • Meno di 10 serie possono funzionare. Anche volumi relativamente bassi possono stimolare la crescita muscolare.
  • Circa 10 serie impegnative per gruppo muscolare a settimana sono un buon riferimento. L’attuale posizione dell’ACSM indica ≥10 serie settimanali come una quantità con cui, in media, l’ipertrofia migliora rispetto a volumi inferiori.
  • Di più può essere meglio, ma non in proporzione. Le più recenti analisi dose-risposta mostrano effetti ancora crescenti a volumi maggiori, mentre il guadagno aggiuntivo per ogni nuova serie si riduce.

Questo significa anche che 20 serie non sono né un optimum universale né un limite massimo dimostrato dalla scienza.

Se cresci con otto serie ben eseguite, non hai motivo di passare preventivamente a venti. Se invece sei in stallo con dodici, “più volume” resta soltanto una delle possibili soluzioni.

MEV, MAV e MRV: tre concetti da conoscere

MEV, MAV e MRV sono termini utili, purché non vengano trattati come costanti naturali esatte.

Il Minimum Effective Volume (MEV) descrive, in pratica, la quantità di allenamento più bassa con cui riesci ancora a progredire nelle condizioni attuali.

Il Maximum Adaptive Volume (MAV) dovrebbe indicare l’intervallo in cui puoi accumulare molto lavoro produttivo senza che la fatica aggiuntiva prevalga sui benefici.

Il Maximum Recoverable Volume (MRV) indica il limite individuale superiore dal quale riesci ancora a recuperare in un determinato periodo.

Il punto decisivo è che questi riferimenti cambiano con la scelta degli esercizi, la vicinanza al cedimento, il sonno, l’alimentazione, l’esperienza e persino con il modo in cui conti una serie. Non esiste quindi una regola affidabile come “MEV = 6–8, MAV = 12–18 e MRV = 20–25 serie”.

Come modello mentale, però, i termini restano utili. Trovi l’analisi completa nella guida al Minimum Effective Volume.

Volume per gruppo muscolare

Una tabella con intervalli di serie “ottimali” per petto, schiena, bicipiti e polpacci sembra pratica, ma è più precisa di quanto consentano i dati.

È più utile partire da questa logica:

Situazione inizialePunto di partenza pratico
Hai appena iniziato ad allenarti con i pesicomincia piuttosto in basso e dai priorità a tecnica e progressione
L’ipertrofia è l’obiettivo principaleusa circa 10 serie rilevanti per gruppo muscolare/settimana come riferimento
Progredisci bene con meno volumenon aumentare solo perché una tabella consiglia di più
Sei in stallo ma recuperi beneaumenta gradualmente il volume e osserva la risposta
Prestazione o tecnica peggiorano per settimanevaluta volume e carico complessivo

Perché non indicare un limite per ogni singolo muscolo? Perché già il metodo di conteggio cambia il risultato.

Quattro serie di panca piana sono lavoro diretto per il petto. Anche i tricipiti lavorano molto, ma non nello stesso modo. Una recente meta-regressione ha confrontato diversi metodi e ha previsto meglio gli adattamenti quando le serie indirette venivano conteggiate in parte, per esempio come mezza serie.

È un approccio più vicino alla realtà rispetto ai due estremi:

  • “La panca piana conta solo per il petto”
  • “La panca piana conta per intero sia per petto sia per tricipiti e spalle”

Che cosa conta come serie?

Anche in questo caso, una regola rigida sì/no è troppo semplice.

Per gestire il volume interessano soprattutto le serie di lavoro impegnative. Le serie di riscaldamento con molta riserva hanno un’altra funzione e non andrebbero trattate allo stesso modo.

Quanto una serie contribuisca allo stimolo ipertrofico dipende, tra le altre cose, da:

  1. quale muscolo viene effettivamente caricato
  2. quanto è elevato l’impegno
  3. quale carico e quale numero di ripetizioni usi
  4. quanto è pulita e ripetibile l’esecuzione

La vicinanza al cedimento è un gradiente, non un interruttore. Meta-regressioni recenti indicano che, in media, la crescita muscolare aumenta quando le serie terminano più vicino al cedimento. Non significa però che solo RIR 0–3 “conti” e che RIR 4 diventi improvvisamente inutile.

In pratica conviene svolgere la maggior parte del lavoro per l’ipertrofia con un impegno sufficientemente alto. Approfondiamo come classificare queste serie in Che cosa sono le serie efficaci?.

Tre errori tipici

1. Aumentare troppo in fretta

Stai facendo otto serie settimanali per il petto, leggi che “10+ serie sono meglio” e raddoppi il volume.

Così non stai verificando se un po’ più di volume sia utile. Modifichi il programma in modo tanto drastico da non sapere più che cosa abbia prodotto l’effetto.

Meglio aumentare in modo mirato e osservare per diverse settimane prestazione, qualità delle ripetizioni e recupero.

Non serve una regola fissa come “sempre 2–4 serie per mesociclo”. Il più piccolo cambiamento sensato è quasi sempre più facile da valutare di un grande salto.

2. Junk volume

“Junk volume” non indica una soglia definita con precisione scientifica.

In pratica descrive lavoro il cui beneficio aggiuntivo è diventato molto piccolo rispetto alla fatica. Può accadere perché ti alleni troppo nel complesso, perché le ultime serie di una seduta peggiorano nettamente sul piano tecnico o perché accumuli ripetizioni poco coerenti con l’obiettivo.

Più serie rappresentano quindi un miglioramento solo se il lavoro aggiuntivo resta produttivo.

3. Ignorare il recupero

Il volume non può essere considerato separatamente dal resto dell’allenamento.

Dodici serie impegnative di esercizi con grande fatica sistemica non equivalgono a dodici serie di isolamento più facili da recuperare. Anche sonno, alimentazione e stress quotidiano cambiano la quantità di lavoro che riesci a gestire.

Se la prestazione cala per più sedute, le articolazioni restano irritate o non ritrovi il tuo consueto livello nonostante pause adeguate, conviene valutare tutto il carico. Ne parliamo nell’articolo sul recupero nell’allenamento della forza.

Come gestire il volume in pratica

Un approccio robusto è questo:

  1. Comincia con un volume moderato. Per l’ipertrofia, circa 10 serie rilevanti per gruppo muscolare/settimana sono un punto di partenza utile, non un obbligo.
  2. Segui il programma abbastanza a lungo da vedere una tendenza. Una singola seduta buona o cattiva dice poco.
  3. Registra insieme prestazione e volume. Più serie interessano soltanto se sono compatibili con l’andamento delle prestazioni e con il recupero.
  4. Cambia una variabile alla volta. Così puoi capire se più volume ti abbia davvero aiutato.
  5. Riduci quando il lavoro aggiuntivo perde il suo scopo. Un deload può essere utile, ma non deve avvenire automaticamente ogni quattro o sei settimane.

In questo modo non trovi un valore matematicamente perfetto. Trovi un intervallo nel quale, al momento, il tuo allenamento funziona.

Perché è difficile tracciare il volume, e che cosa aiuta

“15 serie per il petto” sembra un dato inequivocabile, finché non entrano in gioco gli esercizi multiarticolari.

La panca piana coinvolge soprattutto il petto, ma carica anche tricipiti e deltoidi anteriori. Le trazioni allenano gran dorsale e flessori del gomito. Le varianti di rematore distribuiscono ancora diversamente il lavoro.

Per questo il numero grezzo di tutte le serie eseguite è utile solo fino a un certo punto.

La Muscle Heatmap di hitPR affronta il problema come strumento pratico: prima dell’allenamento mostra come il lavoro del programma si distribuisce tra i gruppi muscolari; durante la seduta la panoramica cambia con le serie completate; al termine puoi seguire l’andamento settimanale.

È importante capire che cosa può fare questo tipo di tracking e che cosa non può fare. Una heatmap non misura uno “stimolo ipertrofico” biologico. È un modello di pianificazione che rende più confrontabili carico diretto e indiretto. Proprio il conteggio parziale dei muscoli secondari è oggi più coerente con la ricerca dose-risposta di un conteggio tutto-o-niente.

Conclusione

La domanda “quante serie per gruppo muscolare?” ha una risposta migliore di “10–20”, ma non più breve.

Circa 10 serie rilevanti per gruppo muscolare a settimana sono un riferimento ragionevole e basato sulle evidenze per l’ipertrofia. Più volume può produrre ulteriori progressi, ma con rendimenti decrescenti e maggiori richieste di recupero.

Non conta quindi rispettare esattamente una tabella.

Il volume giusto è la quantità minima di allenamento con cui progredisci in modo affidabile, più soltanto quel lavoro che ti offre davvero un beneficio aggiuntivo.

Per approfondire:


Fonti

  • Currier BS et al. (2026). American College of Sports Medicine Position Stand: Resistance Training Prescription for Muscle Function, Hypertrophy, and Physical Performance in Healthy Adults. Medicine & Science in Sports & Exercise, 58(4):851–872.
  • Pelland JC et al. (2026). The Resistance Training Dose Response: Meta-Regressions Exploring the Effects of Weekly Volume and Frequency on Muscle Hypertrophy and Strength Gains. Sports Medicine, 56(2):481–505.
  • Schoenfeld BJ, Ogborn D, Krieger JW (2017). Dose-response relationship between weekly resistance training volume and increases in muscle mass. Journal of Sports Sciences, 35(11):1073–1082.
  • Robinson ZP et al. (2024). Exploring the Dose-Response Relationship Between Estimated Resistance Training Proximity to Failure, Strength Gain, and Muscle Hypertrophy. Sports Medicine, 54(9):2209–2231.
  • Israetel M, Hoffmann J, Davis M (2015). Scientific Principles of Strength Training. Renaissance Periodization.

Domande Frequenti

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