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Vista di un bilanciere e vari attrezzi in una sala pesi

Scelta e ordine degli esercizi: cosa mettere prima, cosa dopo?

· Chris · 7 min di lettura

Quali esercizi appartengono al tuo programma — e in che ordine? La domanda sembra semplice, ma dietro c’è molto di più della regola “panca prima dei curl per i bicipiti”. Si tratta di equilibrio, priorità e di come sfruttare al meglio il tempo limitato che dedichi all’allenamento.

Compound e isolamento — non è un aut aut

Gli esercizi multiarticolari (compound) coinvolgono più articolazioni e gruppi muscolari contemporaneamente: squat, stacco, panca piana, rematore, lento avanti, trazioni. Consentono carichi elevati e coprono l’intero corpo con pochi movimenti.

Gli esercizi di isolamento lavorano su una singola articolazione e un singolo muscolo in modo mirato: curl per il bicipite, alzate laterali, leg extension, calf raise. Sono meno pesanti, stressano meno il sistema nervoso e raggiungono muscoli che con i compound possono restare indietro.

Cosa dice la ricerca: A parità di volume, i due tipi di esercizio producono una crescita muscolare paragonabile. Un’analisi di sette studi non ha trovato differenze significative. Questo non significa che sia indifferente cosa scegli — significa che il tipo di esercizio conta meno rispetto al lavoro totale che raggiunge il muscolo.

In pratica la combinazione di entrambi è quasi sempre la soluzione migliore:

  • I compound formano le fondamenta — sono efficienti in termini di tempo, allenano la coordinazione sotto carico e coinvolgono più muscoli contemporaneamente.
  • L’isolamento completa in modo mirato — per i muscoli che nei compound lavorano come sinergisti ma non sopportano mai il carico principale (deltoide laterale, bicipite, femorali, polpacci).

L’ACSM Position Stand 2026 (Currier et al.) raccomanda come struttura di base: 3–4 esercizi compound più 2–3 esercizi di isolamento per sessione.

Quanti esercizi per muscolo?

Meno di quanti pensino la maggior parte delle persone.

Principianti: Un esercizio compound per gruppo muscolare è sufficiente. Lo squat copre quadricipiti e glutei, la panca copre petto e tricipite, il rematore copre l’intera schiena. Con 6–8 esercizi hai tutto coperto in un allenamento full body. Gli esercizi aggiuntivi in questa fase sono spesso controproducenti — allungano la sessione, riducono l’energia disponibile per gli esercizi importanti e portano a malapena un beneficio misurabile.

Intermedi: 1 compound più opzionalmente 1 esercizio di isolamento per gruppo muscolare. Ora può avere senso aggiungere un curl per il bicipite dopo il rematore, o delle alzate laterali dopo il lento avanti.

Avanzati: 2 o più esercizi per gruppo muscolare, perché i singoli muscoli vengono sollecitati in modo diverso da angoli diversi (es. panca inclinata per la parte alta del petto, panca piana per quella centrale). Qui l’isolamento diventa un vero strumento, non solo un complemento.

Regola pratica: Ogni esercizio aggiuntivo riduce l’energia disponibile per gli altri. Chi sa che dopo lo stacco ci sono ancora cinque esercizi, inconsciamente si trattiene dallo spingere al limite. Meno esercizi, ma con piena intensità — di solito è meglio di un programma interminabile.

Equilibrio: spinta e trazione bilanciate

Una delle regole più importanti, ignorata con sorprendente frequenza: allena i gruppi muscolari antagonisti con un volume simile.

  • Petto ↔ Schiena (spinta/trazione orizzontale)
  • Lento avanti ↔ Trazioni/Lat machine (spinta/trazione verticale)
  • Quadricipiti ↔ Femorali e glutei
  • Bicipite ↔ Tricipite
  • Addome ↔ Zona lombare

Non è una raccomandazione astratta — gli squilibri si manifestano nella pratica. Gli studi sui praticanti amatoriali trovano regolarmente rapporti spinta/trazione di 1,5:1 o peggio nella parte superiore del corpo. L’errore tipico: più panca che rematore, più bicipite che tricipite, più petto che schiena. Il risultato sono spalle protruse in avanti e un rischio elevato di problemi alla spalla.

Negli atleti di alto livello la situazione è diversa: i lanciatori d’élite mostrano rapporti vicini a 1:1 tra spinta e trazione — un segno che un allenamento ben strutturato presta attenzione all’equilibrio.

In pratica: Non ti serve un calcolo preciso. Ma se guardi onestamente al tuo programma e vedi il doppio delle serie di panca rispetto al rematore, è un segnale. Una simmetria approssimativa è sufficiente — un perfetto 1:1 non è necessario.

Ordine: cosa conta davvero

L’ordine degli esercizi viene spesso complicato più del necessario. La meta-analisi di Nóbrega et al. (2020, 11 studi) evidenzia due risultati chiari:

Per la forza: L’esercizio che viene prima nella sessione beneficia di più. Sei fresco, il sistema nervoso non è ancora affaticato, puoi muovere carichi maggiori con tecnica pulita. Se vuoi diventare più forte nello squat, eseguilo per primo — non dopo cinque altri esercizi.

Per l’ipertrofia: L’ordine non ha avuto un’influenza significativa sulla crescita muscolare. Finché completi tutti gli esercizi, il muscolo cresce in modo simile — indipendentemente dal fatto che l’esercizio fosse all’inizio o alla fine.

Questo lo conferma anche l’ACSM 2026: compound prima dell’isolamento rimane la raccomandazione standard, ma il motivo è più pratico che fisiologico. La fatica derivante dal lavoro di isolamento compromette la prestazione nei compound più che il contrario. Se prima fai le tricep extension e poi la panca, il tricipite già affaticato limita la tua panca — il muscolo target (petto) viene penalizzato.

Ordine pratico:

  1. Velocità e sollevamenti olimpici — se presenti nel programma (clean, snatch). Richiedono un sistema nervoso fresco.
  2. Compound pesanti — squat, stacco, panca piana, rematore, lento avanti.
  3. Compound più leggeri o macchine — leg press, lat machine, chest press.
  4. Isolamento — curl, extension, alzate laterali, calf raise.

E se hai un punto debole: sposta l’esercizio corrispondente all’inizio. Se le spalle sono indietro, fai il lento avanti per primo — non per ultimo dopo panca e dip.

Lato più debole per primo

Negli esercizi unilaterali — affondi, rematore con un braccio, Bulgarian split squat — c’è una regola semplice che spesso viene trascurata:

Inizia con il lato più debole. E sul lato più forte fai solo il numero di ripetizioni raggiunto dal lato più debole.

Il motivo: se inizi con il lato forte e ci riesci a fare 12 ripetizioni pulite, ma sul lato debole ne fai solo 9, hai appena cementato l’asimmetria invece di correggerla. Al contrario funziona: il lato debole detta il ritmo, quello forte si adatta.

La ricerca con giocatori di basket lo conferma: un programma di 10 settimane in cui la gamba più debole riceveva più volume (3 serie contro 1 serie per quella più forte) ha ridotto l’asimmetria in modo misurabile e allo stesso tempo ha migliorato la prestazione complessiva.

Effetto bonus: L’allenamento unilaterale genera un cosiddetto effetto cross-education — allenare un lato rende un po’ più forte anche l’altro, anche senza allenarlo direttamente. Non molto, ma misurabile.

Il riassunto

  • I compound formano le fondamenta, l’isolamento completa. Non il contrario.
  • Meno esercizi, più intensità batte un programma interminabile fatto a metà.
  • Mantieni l’equilibrio tra spinta e trazione. Chi spinge tre volte tanto quanto tira si coltiva problemi alla spalla.
  • Il primo esercizio beneficia di più — metti la tua priorità all’inizio.
  • Per l’ipertrofia l’ordine è flessibile. Non stressarti per la sequenza perfetta.
  • Lato più debole per primo negli esercizi unilaterali — e sul lato forte non fare di più.

Approfondimenti:


Fonti

  • Currier BS, D’Souza AC, Singh MAF et al. (2026). Resistance Training Prescription for Muscle Function, Hypertrophy, and Physical Performance in Healthy Adults: An Overview of Reviews. Med Sci Sports Exerc. 58(4):851–872.
  • Nóbrega SR, Freitas EDS, Siqueira AF et al. (2020). What influence does resistance exercise order have on muscular strength gains and muscle hypertrophy? A systematic review and meta-analysis. European Journal of Sport Science, 20(7):884–893.
  • Gentil P, Soares S, Bottaro M (2015). Single vs. Multi-Joint Resistance Exercises: Effects on Muscle Strength and Hypertrophy. Asian Journal of Sports Medicine, 6(2):e24057.
  • Baker DG, Newton RU (2004). An Analysis of the Ratio and Relationship Between Upper Body Pressing and Pulling Strength. Journal of Strength and Conditioning Research, 18(3):594–598.
  • Liao KF, Nassis GP, Bishop C et al. (2024). The potential of a targeted unilateral compound training program to reduce lower limb strength asymmetry. Frontiers in Physiology, 15:1361719.

Domande Frequenti

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